Presentazione del volume: Il Gioco nello Stato Pontificio - Numero monografico di Archivi e Cultura

Sala Alessandrina , Palazzo della Sapienza (corso del Rinascimento, 40) - Archivio di Stato di Roma

ore 16,00 - 1° marzo 2012 - Presentazione

Il Gioco nello Stato Pontificio
Numero monografico di Archivi e Cultura
1° marzo 2012 – ore 16,00

L'Archivio di Stato di Roma ospita la presentazione del volume Il Gioco nello Stato Pontificio - numero monografico della rivista “Archivi e Cultura” - il 1° marzo alle ore 16,00 nella sala Alessandrina.
Dopo i saluti del direttore Eugenio Lo Sardo, interverranno Gherardo Ortalli dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, Domenico Rocciolo, direttore dell’Archivio del Vicariato di Roma e Angela Lanconelli dell’Archivio di Stato di Roma.
Il volume propone alcune ricerche sul tema del gioco, quasi del tutto inesplorato per lo Stato Pontificio, legato ad implicazioni religiose, sociali ed economiche, ma soprattutto alla “ludicità” come tempo e spazio del divertimento personale e collettivo.
Le approfondite indagini archivistiche, condotte su materiale documentario inedito conservato a Roma, Perugia e Viterbo, abbracciano l'arco cronologico che va dai primi anni del Quattrocento fino alla prima metà del secolo XIX.
Si indagano le molteplici tipologie del gioco, a partire da quello dei dadi, proibito da molti Statuti ma in realtà tollerato, tanto che a Viterbo nei primi anni del Quattrocento veniva dato in appalto ai barattieri dalle autorità comunali.
Si parla poi del gioco libero dei dadi e delle carte, praticato a Roma nelle piazze, nelle case, ma soprattutto nelle taverne, luogo d’incontro e di relazioni spesso violente; nelle multe erogate per zoco, sono stati individuati nomi di giocatori, soprannomi, il rione di abitazione, il mestiere e la provenienza.
Si passa poi ai giochi del carnevale, ad Agone (piazza Navona) e Testaccio, che da festa tipicamente comunale vennero trasformati, dai papi tra Quattro e Cinquecento, in una sorta di rappresentazione scenica dal forte connotato politico e ideologico.
A Roma veniva insegnata ai giovani aristocratici la scherma, al tempo stesso preparazione all’arte militare ed esibizione ludica; a Perugia fin dal tardo Cinquecento i giovani nobili praticavano nella Quaresima il gioco del pallone.
Nel contributo dedicato al lotto pontificio nel Settecento, viene messa a punto la relazione che esso ebbe con le politiche assistenziali della Santa Sede mentre il Rollo dei fabricatori e spacciatori patentati evidenzia la presenza a Roma di molti spacci e fabbriche di carte da gioco, utilizzate sia dai ceti popolari che dalla nobiltà.
Per informazioni:
Archivio di Stato di Roma. Servizio manifestazioni culturali
tel. 06-68190830-95-38 - fax. 06-068190871
e-mail:as-rm.mostre@beniculturali.it   http://www.archiviodistatoroma.beniculturali.it/