Presentazione del volume “Arcangelo Corelli 300 anni dopo” in occasione del restauro del testamento.

Sala Alessandrina , Palazzo della Sapienza (corso del Rinascimento, 40) - Archivio di Stato di Roma - Pontificio Istituto di Musica Sacra - Centro per lo studio e la tutela dei Beni Culturali

ore 10.30- sabato 14 dicembre 2013 - Presentazione volume

Presentazione del volume pubblicato sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica “Arcangelo Corelli 300 anni dopo”, Venezia, Marcianum Press, 2013

Nell’ambito delle celebrazioni del terzo centenario della morte di Arcangelo Corelli, sabato 14 dicembre alle ore 10.30, nella Sala Alessandrina del complesso munumentale di S. Ivo alla Sapienza, l’Archivio di Stato di Roma presenterà il volume “Arcangelo Corelli 300 anni dopo”, “Quaderno” di ARTE [Documento] (Venezia, Marcianum Press, 2013), pubblicato in occasione del recente restauro del testamento e dell’inventario dei beni del noto musicista. La rilevanza delle motivazioni e la qualità scientifica dell’iniziativa, promossa dall’Archivio di Stato di Roma in collaborazione con il Pontificio Istituto di Musica Sacra e il Centro per lo studio e la tutela dei Beni Culturali, hanno incontrato l’adesione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha concesso l’onore del suo Alto Patronato.

L’emergenza “salvataggio” di tali importanti documenti, senza dubbio tra i tesori più preziosi e rari del ricco e vasto patrimonio documentario dell’Istituto, era stata lanciata da Fabio Isman in un lungo e appassionato articolo, uscito sulle pagine de «Il Messaggero» nel febbraio scorso, e raccolta dal prof. Giuseppe Maria Pilo, professore emerito dell’Università «Cà Foscari» di Venezia.

Dopo gli indirizzi di saluto di Eugenio Lo Sardo, direttore dell’Archivio di Stato di Roma, Vincenzo De Gregorio, preside del Pontificio Istituto di Musica Sacra, Giuseppe Maria Pilo, presidente del Centro per lo studio e la tutela dei Beni Culturali, interverranno Claudio Strinati, storico e critico d’arte, Fabio Isman, giornalista e scrittore. Presiederà l’incontro Maurizio Calvesi, professore emerito dell'Università di Roma «La
Sapienza». Saranno presenti Adriano Pandimiglio (Restauro San Giorgio s.a.s), responsabile dell’intervento di restauro, e Simonetta Ceglie (Archivio di Stato di Roma), curatrice dell’edizione critica dei documenti restaurati.

Nell’occasione sarà esposto al pubblico il protocollo notarile comprendente il testamento olografo e l’inventario dei beni di Arcangelo Corelli, insieme ad altre interessanti fonti iconografiche e documentarie relative al violinista, custodite anch’esse nell’Archivio di Stato di Roma. Tra le incisioni coeve, di particolare interesse una veduta del palazzo Pamphilj a piazza Navona – “disegno ed intaglio” di Alessandro Specchi (1699) – i cui celebri saloni si collaudano per molti anni come i luoghi fra i più accreditati ad accogliere eventi musicali che avevano protagonisti Corelli, Händel, Bononcini, Scarlatti e altri grandi compositori.

Altra rara e preziosa incisione in mostra rappresenta il magnifico organo della chiesa di San Giovanni sopra San Pietro in Carcere, dedicato dal progettista Lorenzo Vincentini al cardinal protettore Benedetto Pamphilj, alla cui corte Corelli lavorò come “maestro di musica” negli anni 1687-90. Tra i fiori all’occhiello del percorso espositivo, curato da Simonetta Ceglie, la “Cavalcata di papa Alessandro VIII Ottoboni” (1689) e un ritratto del card. Pietro Ottoboni, nipote del pontefice e «padrone» del musicista di Fusignano, che fu primo violino e direttore musicale a palazzo della Cancelleria tra il 1700 e il 1712. Entrambi i documenti sono tratti dalle “Ephemerides Cartariae”, serie di 31 volumi che riportano in forma di giornale i fatti salienti di Roma (e anche delle altre capitali europee) tra il 1642 e il 1691, redatte da Carlo Cartari, avvocato concistoriale e rettore dello Studium urbis.

Al medesimo originalissimo e in parte ancora inesplorato archivio familiare, appartiene la cronaca dell’”Accademia per tenuta a Roma nel Palazzo della regina di Svezia per festeggiare l’assunzione al trono di Giacomo II” (1687) - altra “chicca” dell’esposizione - integralmente trascritta nel “Quaderno” che si presenta, in cui Corelli diresse l’orchesta «degl’istrumenti d’arco in numero di centocinquanta», novità assoluta per quei tempi.

Chiuderà il programma un duo d’archi d’eccezione: Luigi Piovano, violoncello, e Grazia Raimondi, violino, due tra i maggiori interpreti della scena musicale internazionale, eseguiranno “La follia” di Corelli e altri brani del repertorio barocco.

E’ previsto un breve intervento finale di Franco Battiato, ispirato autore nel suo recente “Inneres

auge” di un sentito ‘omaggio’ ad Arcangelo Corelli (anticipazione in attesa di conferma).