Per il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi : all'Auditorium Parco della Musica una mostra di bozzetti, costumi e documenti dedicata a "Un ballo in maschera"

Auditorium Parco della Musica, Viale Pietro de Coubertin - Accademia Nazionale di Santa Cecilia - Direzione Generale per gli Archivi - Archivio di Stato di Roma

2- 18 giugno 2013 - mostra

Mostra dedicata a "Verdi: un ballo in maschera"
Roma, Auditorium Parco della Musica, MUSA, Museo degli strumenti musicali
lunedì-mercoledì, venerdì-domenica dalle 11,00 alle 17,00
Ingresso libero

Nell’ambito delle manifestazioni per la celebrazione del bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, la Direzione Generale per gli Archivi e l’Archivio di Stato di Roma presentano la mostra temporanea dedicata a Un ballo in maschera curata da Annalisa Bini, Laura Bognetti (Accademia Nazionale di Santa Cecilia), Monica Calzolari, Elvira Grantaliano (Archivio di Stato di Roma), realizzata con la collaborazione dell’Accademia Nazionale dei Lincei, il Teatro dell’Opera di Roma e il Conservatorio S. Cecilia di Roma e con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Bozzetti, costumi e documenti illustrano il capolavoro verdiano che, come è noto, avrebbe dovuto essere rappresentato al Teatro S. Carlo di Napoli, ma a causa degli ostacoli creati dalla censura borbonica debuttò in prima assoluta al Teatro Apollo di Roma il 17 febbraio 1859.

Una sezione della mostra è dedicata ai documenti dell’Archivio di Stato di Roma relativi alla genesi e allo sviluppo dell’opera Un ballo in maschera, tratti dalla Miscellanea di carte politiche e riservate.

Il documento più importante è senza dubbio il libretto manoscritto intitolato Una festa da ballo in maschera, poi Gustavo III, cancellato con segni rossi, il Conte di Gothemburg e infine Un ballo in maschera che fu poi il definitivo, approvato dalla censura. Ogni pagina il libretto presenta ampie cancellature e correzioni al testo di Antonio Somma, che secondo i regolamenti stabiliti in materia dalla Segreteria di Stato pontificia,  tendevano ad attenuare o a eliminare del tutto temi ed espressioni riferibili, anche lontanamente, al sovvertimento della gerarchia politica ed ecclesiastica dominante, dei valori della morale cattolica e dei rapporti familiari.

Di particolare interesse appare l’esempio tratto dal ricco carteggio tra Giuseppe Verdi e Antonio “Toto” Vasselli – cognato di Donizetti e legato all’editore Ricordi – che ricoprì un importante ruolo di mediazione nel difficile percorso dell’opera, tra la censura borbonica e quella pontificia.

Completano la sezione, il ritratto di Pio IX realizzato nel 1859 in litografia dal pittore Vincenzo Battistelli, conservato nel fondo archivistico Ministero per i commercio, belle arti, industria, agricoltura e lavori pubblici, una pianta del Teatro Apollo (già Tordinona) del 1782-1783 (?),  conservata nel fondo archivistico Camerale III,  tre importanti disegni acquerellati del Teatro Apollo dell’architetto Felice Giorgi (1795) e una tavola disegnata dall’architetto Andrea Busiri Vici, pubblicata in cromolitografia dalla Tipografia romana Danesi (1849), tratti dalla Collezione dei disegni e mappe.