L’Archivio di Stato di Roma all’ABCD. Salone dell’Educazione, dell’Orientamento e del Lavoro Genova

08/11/2013

Il Servizio educativo dell’Archivio di Stato di Roma il 15 novembre 2013 dalle ore 9,00 alle ore 13,00 sarà presente presso stand MiBAcT allestito a cura del S’ed - Centro per i servizi educativi del museo e del territorio (link: http://www.sed.beniculturali.it/) all’ABCD. Salone dell’Educazione, dell’Orientamento e del Lavoro Genova  (link: http://www.abcd-online.it/ ) , per presentare il gioco-laboratorio “Mandami una cartolina…”, ideato da Monica Calzolari e Mariacristina Dioguardi, per introdurre i piccoli alunni delle elementari e delle scuole medie di primo grado ai principi fondamentali del lavoro dell’archivista e del conservatore.

Il gioco-laboratorio da quest’anno farà parte dell’offerta formativa dell’Archivio di Stato rivolta alle scuole di Roma e del Lazio ( http://www.archiviodistatoroma.beniculturali.it/index.php?it/257/servizio-educativo ).


Per saperne di più:

MANDAMI UNA CARTOLINA …

Gioco-laboratorio

Ideato da  Monica Calzolari e Mariacristina Dioguardi (Servizio educativo dell’Archivio di Stato di Roma)

Storia, complessità strutturale, trasversalità  tra i settori del patrimonio culturale, maneggevolezza, aspetto curioso e intrigante, facile reperibilità: queste caratteristiche rendono la cartolina illustrata particolarmente adatta per introdurre i piccoli alunni delle elementari e delle scuole medie di primo grado ai principi fondamentali del lavoro dell’archivista e del conservatore.

Inventata nel 1865 da Heinrich von Stephan, alto funzionario prussiano, per trasmettere notizie brevissime, in modo veloce e a tariffa ridotta, la cartolina postale fu emessa per la prima volta dall'Amministrazione postale austriaca il 1° ottobre 1869 ed ebbe immediato e grandissimo successo, facendo subito concorrenza alla lettera, rispetto alla quale, a fronte della rinuncia alla propria privacy, presentava l’indubbio vantaggio di una comunicazione meno impegnativa dal punto di vista formale e soprattutto meno costosa.

Nel 1874 la cartolina postale fu emessa anche in Italia.

Della cartolina postale – semplice cartoncino privo d’immagini con il francobollo prestampato – i privati colsero subito le potenzialità commerciali, derivanti dalla possibilità di occupare il verso con un’illustrazione. Così, dopo un primo uso a fini promozionali, all’inizio del Novecento esplose il fenomeno della cartolina illustrata, recante su un solo lato, diviso in due parti da una riga verticale, il testo redatto dal mittente e l’indirizzo del destinatario e sull’altro un’illustrazione realizzata con  le tecniche più svariate: dalla la stampa, alla  litografia e alla cromo-litografia, dalla fotografia alla foto-incisione.. Il costo modesto di questo piccolo oggetto –  ricco di fascino per i suoi contenuti artistico- culturali e spesso esotici – ne fece un oggetto di moda e di collezionismo a carattere popolare.

I fenomeni migratori e gli spostamenti di grandi masse di persone per gli eventi bellici, che hanno segnato la vita degli Italiani nella prima metà del Novecento, promossero ulteriormente la diffusione della cartolina che – ampiamente presente negli archivi contemporanei pubblici e privati – presenta la particolarità di essere un documento personale a carattere “verbo-visivo” e  che quindi, correttamente interpretato, può offrire moltissime informazioni sulla cultura, sugli interessi e sui rapporti intercorrenti tra mittente e destinatario, non solo attraverso il testo scritto, ma anche mediante il linguaggio dell’illustrazione.

L’epoca storica della  cartolina, come strumento di comunicazione, è tramontata definitivamente negli anni Novanta del secolo scorso, quando la sua tariffa postale è stata equiparata a quella della lettera e, in concomitanza, hanno incominciato a diffondersi, a livello sempre più popolare, i dispositivi elettronici di telecomunicazione. 

L’attività di gioco-laboratorio ideata dall’Archivio di Stato di Roma per il Salone di quest’anno, si svolge in due fasi strettamente connesse, animate rispettivamente, da un’archivista e da un’esperta in conservazione dei documenti d’archivio:

  • un gioco, durante il quale i ragazzi classificheranno le cartoline originali, rilevando gli elementi di volta in volta indicati dall’animatrice,
  • un laboratorio, durante il quale l’animatrice mostrerà loro come costruire facilmente un album o una scatola con materiali idonei alla conservazione di lunga durata della propria collezione di cartoline.

A conclusione dell’attività, le animatrici consegneranno ai ragazzi una cartolina in bianco e proporranno loro, una volta tornati a scuola,  di illustrarla con una tecnica a scelta – disegno, pittura, collage, stampa, fotografia digitale, ecc. – e di spedirla con un saluto all’Archivio di Stato di Roma che pubblicherà sul proprio sito web tutte le cartoline pervenute, in ricordo dell’incontro tra l’Istituto e le Scuole.

Animatrici:

Monica Calzolari, archivista di Stato

Mariacristina Dioguardi, esperta in conservazione